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Dove
Siamo
Sia percorrendo, la Statale Tiberina che la E 45, si raggiunge SAN GEMINI,
cittadina umbra densa di storia
e di vetusta gloria, situata in una incantevole posizione panoramica.
Da qui si puo' infatti osservare lo stesso scenario gia'
descritto a meta' del Cinquecento da Leandro Alberti ed e' lo
stesso paesaggio che poche centinaia di metri piu' a nord, a CARSULAE, tanto
affascino' l'esercito di Vespasiano in marcia di ritorno verso Roma, che i
legionari vollero sostarvi per un periodo di riposo. L'impianto urbanistico del
piccolo centro mostra in effetti i caratteri del castello medioevale innestato
al di sopra o nei pressi di un piu'
antico insediamento romano; il suo asse principale, sul quale converge
il denso reticolo viario, e' infatti costituito dal tracciato dell'antica
via consolare Flaminia, che attraversa tutto il paese dalla
Porta Romana
alla Porta nord, detta di S. Giovanni. L'originario borgo pre-romano,
denominato CASVENTUM in epoca romana, assunse successivamente il nome di
SAN GEMINI da un monaco
originario
della Siria che qui pervenne sul finire del IX secolo e qui si fermo'
predicando, istruendo e beneficando al punto tale da far designare la
cittadina, dalle popolazioni dei dintorni, come "la citta' di
Santo Gemine". Nodo stradale di vitale
importanza per le comunicazioni con Roma da nord e caposaldo militare di
tutta l'Umbria meridionale, la cittadina divenne un centro culturale,
artistico e religioso di prim'ordine, come e' testimoniato dalle Abbazie
di San Nicolo' e di San Gemine, dalle chiese di San
Giovanni, dal Palazzo del Capitano del popolo e dai larghi
tratti ancora visibili della poderosa cinta di mura.
Nel corso delle
operazioni militari connesse con il "Sacco di Roma" del 1527, San Gemini
subi' incendi, devastazioni e saccheggi che ne provocarono un profondo
declino, dal quale fu in parte
sollevata ad opera delle nobili famiglie degli Orsini e dei Santacroce. La piazza San
Francesco, che e' la piu' grande della cittadina e da cui si diparte Via
Casventino - che dall'Arco di Borgo alla Porta San Giovanni attraversa
tutto il centro storico, e' dominata dalla mole turrita del palazzo
Canova testimonianza del lungo soggiorno in San Gemini del grande
scultore. Numerosi altri resti storici, come la raccolta cappella di "S.
Maria de incertis" e le ex chiese di S. Maria Maddalena e di S. Stefano,
e bellezze architettoniche come torrioni, scalinate, arcate e bastioni, concorrono a rendere San Gemini pari ad un
gioiello che riempie di meraviglia e di ammirazione il visitatore che si
addentra nelle sue viuzze e ne scopre gradatamente le varie
sfaccettature.
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